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Puente Romano








Il Ponte Romano è conosciuto anche come Puente Mayor del Tormes e venne costruito intorno al I secolo d.C. nel periodo compreso tra l'impero di Augusto (27 a.C.-14 d.C.) e quello di Vespasiano (69-79). Molto probabilmente fTraiano a ordinarne la costruzione per permettere l'attraversamento del suo esercito, ponendo delle guardie permanenti per controllare il passaggio sul ponte. Salamanca godeva di una posizione strategica, sui tre colli e vicino al río Tormes, di vitale importanza per il rifornimento di acqua oltre che un ostacolo per i nemici.

L'importanza del ponte si collega soprattutto alla cosiddetta Via Delapidata (oggi in spagnolo Via de la plata) anch'essa di origine romana. Si tratta di una vecchia via di comunicazione che collegava la Spagna da sud a nord, da Siviglia ad Astorga, nella parte occidentale del paese. Ancora oggi, dopo ben due millenni, resta una delle strade principali della Spagna occidentale.


Il ponte è fatto di pietra e dei ben 27 archi a tutto sesto che lo compongono solo 15 sono di costruzione romana mentre la seconda parte venne ricostruita sotto il regno di Filippo IV nel 1677.
Anticamente esisteva la credenza popolare che questo ponte fosse stato costruito da Ercole e poi successivamente riedificato dall'imperatore Traiano.

A Salamanca il ponte romano rappresenta un simbolo della città, per questo motivo è raffigurato nello scudo della città fin dal XIII secolo. Vicino al  Puente Romano si trova il toro di pietra, lo stesso in cui il cieco fece battere la testa a Lazaro. il protagonista del romanzo del 1554 Lazarillo de Tormes, considerato il capostipite del romanzo picaresco.

La posizione del ponte è davvero particolare: oltre a permettere di attraversare il fiume, si trova in una grande zona di verde dotata di attrezzature sportive, piste ciclabili, pista di atletica, anfiteatro, campi per praticare diversi sport, ecc. I salamantini di solito trascorrono il Lunes de Aguas proprio qui sulla riva del fiume, un modo particolare per salutare la primavera!



Convento de San Esteban - Los Dominicos

Il Convento di San Esteban, più conosciuto per i domenicani che lo fondarono, viene spesso scambiato per la cattedrale di Salamanca, che invece si trova proprio di fronte a esso, sulla cima di uno dei colli della città. In effetti la sua imponenza e le numerose decorazioni fanno capire che non si tratta di un edificio qualsiasi.

La prima cosa che colpisce quando ci si trova davanti a questo imponente edificio è la facciata, uno degli esempi più belli dello stile plateresco.
La sua particolarità sta nel fatto che è costruita come un retablo una grande pala d'altare il cui uso iniziò intorno al XIV secolo proprio in Spagna ed è da qui che si diffuse poi in tutta Europa. La facciata della chiesa di San Esteban, però, costituisce un arco di trionfo in cui, con le decorazioni tipiche di questo stile tutto spagnolo, sono rappresentati il martirio di Santo Stefano e il Calvario.

I domenicani giunsero a Salamanca intorno al 1223 ma soltanto intorno al 1255 il vescovo consegnò loro la chiesa di San Esteban, che era all'epoca un piccolo tempio romanico. Decisero allora di costruire una chiesa gotica a tre navate e un convento con il chiostro, che da subito divenne un importante centro di studio e di insegnamento di Teologia.
Alla fine del XV secolo per il convento inizia un'epoca di grande splendoreFu proprio qui che, secondo la tradizione, Cristoforo Colombo trovò alloggio tra il 1486 e il 1487, quando venne a Salamanca per discutere con i geografi dell'università la possibilità di raggiungere le Indie navigando verso Occidente e ricevette il loro appoggio.

Il convento originario venne quindi distrutto all'inizio del XVI secolo per far posto a un nuovo convento e all'attuale chiesa che possiamo ammirare ancora oggi.

Questo fu un periodo determinante per lo sviluppo del convento, dal momento che, nel 1509, i suoi frati decisero di impegnarsi nella missione nelle nuove terre scoperte in America
Non a caso nella parte superiore del chiostro si possono ammirare oggetti provenienti dal nuovo continente, oltre che un'esposizione di reliquie dei santi, croci e vesti. Proprio in questo convento il frate Antón Montesinos tenne il primo sermone in difesa dei diritti degli Indios contro l'oppressione dei colonizzatori.

L'Escalera de Soto, che permette il passaggio dalla parte inferiore del chiostro a quella superiore dove si trova il coro con un grande affresco che rappresenta il trionfo della Chiesa, fu costruita utilizzando una tecnica nuova e rivoluzionaria, dal momento che la scala è sostenuta soltanto alle pareti da cui sporge, senza altri supporti, dando l'impressione di sostenersi miracolosamente. La sua decorazione è costituita da cassettoni con fiori e un rilievo policromo nella parte superiore che raffigura Maria Maddalena.


Il portico del chiostro è ispirato invece alle logge rinascimentali italiane, tutto un altro stile rispetto al resto dell'edificio. Infatti i suoi archi a tutto sesto privi di ornamenti constrastano con le più esuberanti decorazioni della facciata della chiesa e soprattutto dell'altare, imponente, tutto d'oro e in perfetto stile barocco con le sue colonne tortili e le ricche decorazioni. 

Il convento subì diversi assedi, espropriazioni e veri e propri furti nel corso del tempo. Durante la guerra di Indipendenza, nel 1809, il convento fu occupato dai francesi, che si appropriarono di quasi tutti gli oggetti d'oro e d'argento che vi si trovavano. 

Terminata la guerra contro i francesi, il governo liberale spagnolo decretò la soppressione degli ordini religiosi. Il convento venne abbandonato e alcune zone utilizzate come infermeria. Per questo al primo piano si può vedere un'antica farmacia. Tutti i mobili e la biblioteca furono completamente spogliati. Nel 1947 il convento fu elevato a Facoltà di Teologia ed è tuttora abitato dai religiosi.

Attività dal 6 al 11 aprile














Dopo la Semana Santa riprendiamo con le nostre asttività di questo mese: benvenuto aprile!

Ecco tutti i dettagli per ogni attività:

Lunedì 6, 19:30: Giro di tapas – Proviamo le tapas de La Casa de las Morcillas. Di patate, cipolla, di riso, dolci, piccanti... Quale vuoi provare?
Durata approssimativa: 1h.

Martedì 7, 19:00: Chiacchieriamo – Questo pomeriggio abbiamo una grande opportunità per continuare a migliorare il nostro spagnolo senza trascurare il divertimento con la nostra direttrice Rosa.
Durata approssimativa: 1h.

Mercoledì 8, 16:00: Giro a cavallo – Oggi facciamo un giro a cavallo per i campi charros (caratteristici di Salamanca).
Non dimenticare di iscriverti entro martedì 7 alle ore 14.

Giovedì 9, 17:00: Visita guidata – Andiamo a conoscere la storia dei principali monumenti di Salamanca accompagnati dalla nostra professoressa Lorena e da Ana.
Durata approssimativa: 1h.

Venerdì 10, 20:00: Lezione di cucina – Questa settimana impariamo a cucinare una deliziosa paella!
Durata approssimativa: 1h.

Sabato 11: Escursioni – Santiago de Compostela o León e Astorga. Dove vuoi andare questo finesettimana? Informati in segreteria e iscriviti entro mercoledì 8 aprile.


Informati alla ricezione e quando hai scelto non dimenticare di iscriverti entro mercoledì.
Ti ricordiamo che è necessario iscriversi al banco per ogni attività (per prenotare il posto; il numero minimo di partecipanti normalmente richiesto è di tre persone). Ti ricordiamo anche che le attività che non riportano un prezzo tra le informazioni sono gratuite e che il punto di incontro - salvo che si comunichi altro - è sempre la scuola Tía Tula.

Non esitare a partecipare a tutte le attività che puoi, perché sono attività pensate non solo per divertirti (che è garantito) ma anche per migliorare la tua conoscenza della cultura salmantina e spagnola, oltre che per mettere in pratica lo spagnolo che impari a lezione.

Guida turística per un giorno….

L’entroterra della penisola Iberica  é punteggiato da cittá monumentali, molte delle quali  sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanitá, tra queste cittá ritroviamo Salamanca.
La storia qui ha lasciato un’impronta singolare ravvisabile nella sovrapposizione di stili architettonici  e ornamentali, armoniosamente intrecciati. É una cittá ricca di palazzi in stile plateresco e barocco. Ció che la contraddistingue é il carattere dai ritmi giovanili e chiassosi e dal marcato carattere studentesco.

Plaza Mayor
: bella e grandiosa questa piazza é magica a qualsiasi ora del giorno e della notte. Un luogo di incontro per i cittadini e i visitatori, dove si puó fare di tutto: shopping, passeggiare, mangiare e ascoltare musica.




La Casa de Las Conchas
: decorata con piú di 300 conchiglie. Prima di entrare e poter ammirare il meraviglioso cortile che unisce elementi medievali con elementi rinascimentali, é possibile ammirare le grate delle finestre, eccellente esempio del ferro battuto in Spagna.


La Cueva de Salamanca: l’unicitá di questo sito é dato sicuramente alle antiche leggende a esso collegate e conosciute in tutto il mondo ispanico. La tradizione della Cueva de Salamanca risale, infatti, a racconti medievali che hanno ispirato illustri scrittori e popolani. Come capita spesso, nei racconti di origine popolare, esistono diverse versioni della leggenda, ma tutte hanno come filo conduttore la pratica della magia nera, trattata in forma burlesca o ironica.

La Cattedrale: due templi uniti tra di loro in periodi differenti . Da una parte c’é la Cattedrale Vecchia (XII – XIII secolo), e dall’altra la Nuova  (XVI secolo). La  cattedrale vecchia, in stile romanico, si ditingue per la Torre del Gallo inoltre, all’interno si rimane colpiti dai suggestivi sepolcri di vescovi e nobili. Nella Cattedrale Nuova , é custodita una statua della Madonna dell’Assunzione e in piú risalta il retrocoro, in stile barocco che custodice dipinti rinascimentali.



Il Ponte Romano: risalante al I secolo d. C., ai tempi dell’Imperatore Traiano , il ponte attraversa una delle zone piú ampie del fiume Tormes e si trova su un terreno roccioso , da lontano é possibile ammirare la magnifica Cattedrale che sovrasta la cittá di Salamanca.




É difficile non rimanare incantati da questa cittá quando c’é tanta bellezza nel mondo!


Vittoria, tirocinante in Tia Tula