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Correva l'anno 1789

E il 26 agosto l'Assemblea Costituente Nazionale francese approvava a Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino.
Il documento definiva i diritti individuali e collettivi come principi fondamentali e di carattere universale, cioè validi in qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento poiché propri della natura umana.
Anche se non si faceva riferimento alle donne ed agli schiavi, va considerato come un documento precursore dei diritti umani e costituì la base di partenza per la Costituzione francese, così come di testi simili in Europa ed America Latina, ad esempio la Convenzione Europea dei Diritti Umani.
Una seconda versione, rivista ed ampliata, fu redatta nel 1793.
A questa, due anni dopo nel 1795, fece seguito la Dichiarazione dei Diritti e dei Doveri dell'Uomo e del Cittadino.
In linea generale i contenuti di questo documento furono il frutto delle speculazioni dell'Illuminismo e si opponevano alla tirannia della monarchia assoluta che regnava in tutta Europa.
Inoltre, questa dichiarazione definisce i seguenti diritti naturali ed imprescindibili dell'uomo: la libertà, la proprietà, la sicurezza, la resistenza all'oppressione e l'uguaglianza.

Purtroppo al giorno d'oggi i 17 articoli che costituiscono la base dei diritti dell'uomo vengono ancora negati in molte parti del mondo, per questo abbiamo pensato che sia bene ricordarli e dedicargli questo post.

Irene, tirocinante di Tía Tula

Correva l'anno 1950

Ed il 1 di agosto a Barcellona nasceva María Dolores León Rodríguez, meglio conosciuta con il nome di Loles León e per essere una delle attrici simbolo del regista Pedro Almodóvar.

Trasferitasi a Madrid per lavorare come interprete, è negli anni della movida madrilena che conosce il regista spagnolo il quale la chiama a recitare nei suoi film Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1987) e Légami (1989). 
Per questo film Loles León verrà candidata come attrice non protagonista per il Premio Goya, il più prestigioso riconoscimento cinematografico spagnolo.
Sempre con Almodovar l'attrice reciterà in Parla con lei (2002) nel ruolo secondario di presentatrice televisiva.
Nel 1993 l'attrice lavora, accanto a Javier Bardem e all'italiana Ornella Muti, con un altro importante regista spagnolo, Vincente Aranda, nel film L'amante bilingue.
Tra le sue interpretazioni per il grande schermo che è possibile vedere in italiano ricordiamo anche La niña dei tuoi sogni, film del 1999 diretto da Fernando Trueba.

Loles León è molto conosciuta in Spagna anche per la partecipazione alla serie televisiva Aquí no hay quien viva. Sia in questa occasione che in teatro, con l'opera La gran depresión, ha recitato al fianco di Bibiana Fernández, un'altra delle attrici simbolo di Pedro Almodóvar.

Infine, non possiamo non ricordare la sua partecipazione tra il 1992 ed il 1994 al programma televisivo condotto da Raffaella Carrà ¡Hola Raffaella!


Irene, tirocinante Tía Tula

Correva l'anno 1992

Inauguriamo con questo post una nuova rubrica dal titolo "correva l'anno".
Ogni settimana vi proporremo un fatto o un personaggio protagonisti della storia e della cultura spagnola, per farvi conoscere un po' più da vicino questo paese.
Ma passiamo subito a raccontarvi qualcosa della Spagna…

Correva l'anno 1992 ed il 25 luglio, presso lo stadio olimpico di Barcellona veniva inaugurata la XXV edizione dei Giochi Olimpici.
La cerimonia di apertura fu una delle più spettacolari della storia delle olimpiadi, tra gli artisti che si esibirono ci furono Montserrat Caballé, il gruppo teatrale catalano La Fura dels Baus, la ballerina e coreografa Cristina Hoyos ed i tenori José Carreras, Plácido Domingo e Alfredo Kraus.
Inoltre, le scenografie ripresero lo stile di alcuni degli artisti spagnoli universalmente riconosciuti come Antoni Gaudí, Salvador Dalí, Joan Mirò, Diego Velasquez e Francisco Goya.

Le olimpiadi del 1992 rappresentarono il biglietto da visita internazionale della Spagna democratica, dopo la caduta della dittatura del 1975.
In quello stesso anno, infatti, il paese celebrava il 500° anniversario della scoperta dell'America, vedeva svolgere l'Esposizione Universale a Siviglia e, ancora, Madrid era la capitale europea della cultura. Grazie a tutti questi avvenimenti la Spagna mostrò fuori dai confini nazionali un'immagine dinamica e moderna.
In particolar modo Barcellona dovette compiere molte modifiche al suo assetto per poter essere scelta come città olimpica e questo contribuì a migliorarne l'immagine e le infrastrutture; ad esempio l'aeroporto di El Prat fu ingrandito con l'aggiunta dei terminal A e C, e ancora molti hotel furono costruiti ed altri ristrutturati, con l'obiettivo a lungo termine di migliorare l'offerta turistica della città.
L'intervento che sicuramente giovò di più alla capitale catalana fu quello di costruire la cittadella olimpica (Villa Olímpica) in una zona della città molto degradata, il Poblenou, permettendo così il recupero di questo quartiere che oggi risulta essere uno dei più attivi.


 Ovviamente le olimpiadi del 1992 sono memorabili anche per episodi di carattere sportivo e storico. Tra i primi possiamo ricordare il percorso della maratona che vide gli atleti passare da luoghi simbolo di Barcellona come la Sagrada Familia, la Plaza Catalunya, Las Ramblas, la Plaza de España e la montagna di Montjuic.
Inoltre, la delegazione spagnola, che in tutta la storia dei giochi aveva vinto solo 4 medaglie d'oro, in questa occasione se ne aggiudicò 13 concludendo la sua partecipazione al sesto posto. 

Per una cronaca un po' di parte aggiungiamo anche che l'Italia si classificò dodicesima e che le medaglie d'oro furono 6.
Per quanto riguarda la storia delle olimpiadi, invece, bisogna ricordare che, per la prima volta dopo l'edizione del 1972, a Barcellona non ci fu il boicottaggio da parte di nessun paese e tutti i maggiori paesi del mondo mandarono una propria delegazione, finendo per avere 169 paesi partecipanti in totale. Non a caso si trattò della prima edizione dei giochi dopo la caduta del muro di Berlino e questa manifestazione, come spesso accade con lo sport, riuscì a riconciliare gli abitanti del mondo.

Irene D'Ambra
tirocinante di Tia Tula