Settimana Santa a Salamanca

La Semana Santa di Salamanca è uno spettacolo che porta indietro nel tempo. I monumenti in pietra dorata sono da secoli testimoni di questa tradizione così radicata nella città: le processioni passano per la Plaza Mayor, il Patio Chico, il Ponte Romano e per la Calle Compañía. Proprio a quest'ultima fa riferimento Unamuno quando scrive:
La città di Salamanca, e in essa in modo particolare la via chiamata della Compañía, sembra uno scenario secolare, in pietra d'oro, per le rappresentazioni annuali del Dramma della Passione e dell'Opera di nostro Signore, che è il cuore della storia che non passa ma permane. In queste rappresentazioni si sono ri-create generazioni di salmantini.
Tía Tula gode di una posizione più che privilegiata per poter vedere le processioni. Infatti dai balconi che si affacciano sulla Rúa Antigua e sulla Rúa Mayor, proprio vicino alla cattedrale, la vista è perfetta.

La Settimana Santa comincia con la Domenica delle Palme, in spagnolo Domingo de Ramos, in cui la gente porta in processione palme chiare e rami di ulivo o alloro per farli benedire. Le palme vengono anche intrecciate a forma di croce, stelle o altre figure, tanto che si possono ammirare delle vere e proprie opere d'arte. Alcune persone poi le espongono sui balconi. Per dieci giorni è possibile vedere delle processioni a tutte le ore del giorno e della notte.

Nonostante la sobrietà che caratterizza in generale lo svolgimento delle celebrazioni pasquali a Salamanca, una delle principali attrazioni della Semana Santa salmantina sono le statue che si portano in processione. pasos (le stazioni) sono riccamente decorati e se ne contano 41 differenti. Le statue sono opera di importanti artisti come José de Lara Churriguera, Felipe del Corral, Luis Salvador Carmona o Alejandro Carnicero. La più antica risale al XV secolo. Alcune di esse appartengono alla Escuela de imaginería de Salamanca, un gruppo di scultori che lavorava in un laboratorio nel Patio de Escuelas tra il 1940 e il 1960. 

Anche i carri con cui si portano in processione le statue non sono da meno. Decorati con fiori, fatti di legno finemente intagliato e dipinti in argento o oro o anche policromi, molti sono ornati con intricati motivi platerschi degni di essere ammirati. Per questo motivo la Semana Santa è anche sinonimo di colori: da quelli dei fiori che adornano i carri agli abiti di ciascuna confraternita e processione. Azzurro, rosso, prugna, viola, verde e dorato sono alcuni dei colori dei vari elementi che compongono le tipiche vesti che indossano i confratelli: tunica, cappuccio, capirotes, cíngulos, cordoncino, ecc.

Durante la Semana Santa a Salamanca risuona il silenzio. Per molte confraternite è un momento di riflessione da fare con discrezione, senza interrompere la meditazione degli altri e come forma di rispetto. Durante l'intera processione o solo in alcuni momenti, il silenzio è protagonista, per lo meno tra i fedeli che lo osservano. Nonostante ciò, non manca la musica. Di solito c'è una banda che accompagna la processione e in una in particolare, quella dell'Arrabal, si possono sentire anche le carracas e altri strumenti come le cajas chinas. Nella processione del Resucitado, con un tono più allegro, charros y charras ballano e suonano davanti al paso.

Un altro suono, certamente più impressionante, è quello dello sfregare delle catene che alcuni penitenti trascinano dalle caviglie e con i piedi scalzi. Un'esperienza da non perdere!

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